La Consegna delle Targhe

La consegna delle targhe senza relativa demolizione del veicolo era negli anni passati una pratica consolidata tra quanti decidevano di tenere ferma un’automobile per i motivi più svariati e volevano però evitare di rottamarla.

Si poteva dunque tenere l’auto in uno spazio privato, dove non venisse a contatto con altri veicoli in circolazione e si provvedeva a consegnare al Pubblico Registro Automobilistico (PRA) la targa.

Una volta effettuato questo passaggio il veicolo veniva subito cancellato dai pubblici registri e al contempo il proprietario si impegnava a non farlo più circolare su strada. Egli era libero però di tenerlo in garage o nel proprio giardino, magari in bella vista se si trattava di un’auto storica.

Questa procedura è rimasta in vigore fino al 2006, poi la nuova legislazione in merito ha cambiato le carte in tavola e ha ristretto fortemente la possibilità di effettuare la consegna delle targhe. Da quel momento in poi, dunque, solo in casi eccezionali si può evitare la demolizione del veicolo. Ma vediamo dunque nello specifico cosa si deve fare e quando si può procedere.

consegna targhe auto senza rottamazione

La rottamazione dell’auto e la consegna della targa

Abbiamo detto che a partire dal 2006 è completamente cambiata la legislazione in merito alla consegna della targa. Se prima si poteva consegnare e tenere il veicolo in casa, adesso ciò non è più possibile e si deve invece procedere contestualmente anche alla rottamazione del veicolo.

Ciò significa che si va a cancellare definitivamente l’automobile dal PRA, secondo le regole fissate dal Decreto Legislativo 5 febbraio 1997, n. 2, il cosiddetto Decreto Ronchi. In sostanza, tutti coloro che non vogliono più far circolare un veicolo devono ricorrere a questa procedura, a meno che non rientrino in una casistica particolare che andremo a spiegare nel dettaglio qui di seguito.

Per la rottamazione del veicolo a Roma e dintorni occorre trovare un centro di raccolta autorizzato che si occupi della gestione di tutta la procedura. In alternativa ci si può rivolgere anche al concessionario presso il quale si sta magari procedendo all’acquisto della nuova auto e sarà quest’ultimo a prendere in carico il tutto.

L’importante è che la demolizione del veicolo in questione avvenga tassativamente entro 30 giorni dalla consegna della targa.

  • Ma come si fa ad essere certi che la demolizione sia avvenuta?

Molto semplicemente al proprietario deve essere consegnato un apposito documento che prende il nome di Certificato di Rottamazione, in cui sono riportati tutti i dati identificativi sia del proprietario stesso che dell’automobile.

Tale documento deve anche essere firmato da entrambe le parti, il proprietario e il responsabile del concessionario che ha preso in carico la gestione della pratica di rottamazione.

Per quanto riguarda i costi, poi, è naturale che ci siano alcune spese da sostenere ma si tratta di imposte non eccessivamente elevate. In poche parole, con una spesa massima di circa 100 euro si riesce a rottamare un veicolo senza problemi.

 

E se non si vuole rottamare?

Per chi vuole tenere in disuso il veicolo ma non vuole effettuare la rottamazione vera e propria le cose sono nettamente cambiate negli ultimi anni e la legislazione si è fatta più severa ed esclusiva a riguardo. Si è stabilito infatti che solo in una casistica molto particolare il proprietario possa decidere di non rottamare ma di procedere solo alla consegna della targa.

Si tratta del caso in cui il veicolo venga destinato all’esportazione. Ma cosa si intende di preciso? Il legislatore fa riferimento molto chiaramente al trasferimento fisico di un veicolo fuori dai confini nazionali.

La pratica in questione si distingue ovviamente dalla rottamazione e prende il nome di radiazione. Essa può essere gestita da apposite agenzie di servizi o anche in questo caso se ne possono occupare i concessionari. Il costo è più o meno lo stesso rispetto a quello della rottamazione ma cambia ovviamente il fine ultimo.

Anche in questo caso al proprietario deve essere consegnato un apposito certificato di radiazione, il CDPD. Si può sottolineare come sia questa la stessa procedura che deve seguire anche il proprietario di un’auto che è stata distrutta, magari da un incendio, e che dunque deve essere definitivamente radiata dal registro.

In questo caso nel momento in cui si procede alla raccolta della documentazione da consegnare per la pratica occorre provvedere anche all’apposito verbale attestante per l’appunto il fatto che il veicolo è andato distrutto.

Qualora poi le due targhe non siano più recuperabili perché andate totalmente perdute, occorre allegare anche apposita denuncia che attesti la loro distruzione e dunque l’impossibilità di procedere alla consegna targhe auto senza rottamazione.